Un riccio eguale portate
in mezzo alla fronte.
Signora Matrigna, parlate, parlate.
Non è mirabilmente espressa in questa accorata sollecitazione l'ansia delle tre piccole in lutto che si raccomandano alla donna vestita di giallo, che per loro rappresenta la sfinge?
Di questi quadri vaghi, semplici tratti di penna, eppur profondamente espressivi, il Palazzeschi ne ha in quantità. Come ha bizzarrie che parrebbero inqualificabili e nondimeno son note d'un sentimento vivo che restano nei nostri orecchi, gamma che involontariamente la memoria ci ripete.
Non sono versi quelli della Fontana malata, per esempio. Ma quella fontana noi la vediamo e la sentiamo tossire. Così vediamo il Borgo tramontano, che non ha finestra al sole e le tien tutte chiuse, tutta la giornata, per aprirle soltanto all'ora del tramonto che gli abitanti e le campane salutano; per ritirarsi e tacere poi fino al tramonto seguente. Così vediamo Regina Carmela e Regina Carlotta e le Nutrici, e le Nazarene, donde forse il primo germe di quella stupenda Regola del Sole, che il poeta dirà, crediamo, alla serata aspettata. La Regola del Sole è un ordine di mistiche adoratrici dell'astro. Un gruppo di signore s'è comperata un'isoletta in mezzo al mare, donde non si vede terra nè vicina nè lontana, e ivi vivono beate, nella loro strettissima clausura, aspettando ogni giorno il sole, meste nei giorni di nebbia, felici in quelli di splendore. E non muoiono d'alcun male, si spengono dolcemente, e quando una trapassa le altre la cantano beata perchè salita ad unirsi al sole.
Insomma domani il pubblico triestino avrà l'impressione immediata della poesia che è l'ultima espressione moderna ed il primo passo verso un rinnovamento, speriamo, felice.
Elda Gianelli.
AUGUSTO DATTA
nell'“Azione Socialista„.