Mercoledì 12 avrà luogo al Politeama una serata di lettura poetica alla quale, per la prima volta in Trieste, prenderà parte un gruppo di poeti italiani che leggeranno i loro componimenti.
I poeti che udremo sono tra quelli che aggruppatisi intorno alla rivista «Poesia» diretta da Marinetti e che già conta cinque anni di vita, sono assurti alla fama benchè giovanissimi. Merito questo che va attribuito alla Rivista stessa la, quale ebbe sempre per scopo principale di sostenere le giovani forze nel campo della letteratura.
Per dare al pubblico un'idea di questa serata, nulla è più consigliabile di una scorsa all'ultimo fascicolo di questa rivista battagliera dove sono raccolti gli ultimi lavori inediti dei poeti Paolo Buzzi, Enrico Cavacchioli, Corrado Govoni, Aldo Palazzeschi e del direttore Marinetti. Questi poeti si distinguono per una grande audacia d'ispirazione e benchè diversi nella loro estrinsecazione artistica, sono tutti animati dall'identico ideale di rinnovazione letteraria e dal medesimo odio per ogni forma di classicismo rancido e di convenzionalismo accademico.
Furono vivamente combattuti recentemente, quando con soverchia violenza forse, ma con profonda sincerità, si battezzarono Futuristi cioè avveniristi ad oltranza, inalberando come un vessillo, il famoso manifesto del Futurismo pubblicato dal Figaro di Parigi e lanciato con tanto clamore attraverso l'Italia.
Il pubblico che non potè farsi un'idea esatta di ciò che futurismo vuol dire, giudicherà il 12 gennaio le opere di questi giovani poeti futuristi, i quali null'altro desiderano, in fondo, che una maggiore libertà letteraria di fronte alle tendenze viete e retrograde di cui si fanno forti alcuni dei poeti moderni.
Paolo Buzzi ed Enrico Cavacchioli sono già noti per i loro volumi: Aereoplani e Incubo velato che suscitarono violenti polemiche e approvazioni vivissime; Aldo Palazzeschi, di cui leggiamo in «Poesia» una squisita fantasia poetica: La regola del sole, leggerà brani del suo volume di prossima pubblicazione: L'incendiario.
Vi sarà fra loro un mirabile declamatore: Armando Mazza, già molto applaudito nei teatri di Palermo, il quale dirà alcune poesie di giovani poeti del medesimo gruppo ma che per ragioni diverse non potranno partecipare a questa interessante serata.
Udremo così i versi di Gianpietro Lucini, di Libero Altomare, Giuseppe Carrieri, Enrico Cardile, Mario Betuda, Luciano Folgore, Berardo Sbraccia e di molti altri.
Augusto Datta.