[118] Sopra singolare è scritto egregia. (Ed.)

[119] Il periodo che segue lo rifece più volte. Da principio scrisse: «La fronte, stretta in un velo di lino, non si distingueva da esso che come un bianco avorio da un bianco foglio di carta»; poi tornò a scrivere: «La parte della fronte che usciva dal velo di lino era di diversa, ma non disuguale bianchezza, e si distingueva da esso come un candido avorio si distingue da un bianco foglio di carta». E di nuovo: «Sotto ad una stretta benda di lino si vedeva una parte della fronte, di diversa, ma di non diseguale bianchezza, e si distingueva da quella come un candido avorio risalta su un bianco foglio di carta». Questo ultimo periodo lo mutò così: «e si distingueva dalla benda come un candido avorio.... un bianco foglio di carta». (Ed.)

[120] Senza dar di frego a erratico, il Manzoni vi scrisse sopra: vagabondo. (Ed.)

[121] Segue, cancellato: alquanto scarne. (Ed.)

[122] Prima scrisse: colorate d'un roseo vivace spiccavano in quella bianchezza; poi: dolcemente prominenti. (Ed.)

[123] Segue, cancellato: che scendeva sul seno. (Ed.)

[124] Prima: le forme più regolari; poi: una proporzione di forme regolare e maestosa. (Ed.)

[125] Prima scrisse: guadagno; parola che, per altro, non cancellò. (Ed.)

[126] Prima: pericoli, che il suo onore poteva correre. (Ed.)

[127] Prima scrisse: contristare, nè gli dette di frego. (Ed.)