—Niente, niente, disse un altro, ci vorrebbe un po' d'aceto da mettergli sotto il naso.
—È lì covato l'aceto: disse il terzo, se potesse servire quel fiasco di vino che è riposto lì sotto il sedile.
—Che vino? riprese il secondo, aceto vorrebb'essere.
—Vedete che mala ventura, disse ancora il terzo: se giungessi arso di sete in una osteria disabitata, a cercar vino, troverei aceto, e qui che aceto ci vorrebbe....
—Taci, gaglioffo, che non è tempo da sciocchezze, interruppe il secondo.
—Ohè! disse il primo, non dà segno di vita: se fosse morta davvero, avremmo fatta una bella spedizione.
—Noi abbiamo eseguiti gli ordini puntualmente, rispose il secondo; se fosse accaduta una disgrazia, non è nostra colpa.
—Che morta? disse il terzo; è un picciolo fastidio che le è venuto: eh! le donne ne hanno per meno d'assai: or ora tornerà in sè.
Mentre quegli sciagurati tenevano questo consiglio ed esprimevano la loro inquietudine in uno stile degno del loro animo, la carrozza era uscita dalla via più battuta, aveva imboccata una stradella di traverso pei campi, e continuava rapidamente il suo cammino.