—Ma se questo è contra i nostri ordini, rispose un altro.
—Chi vi può dare questi ordini? domandò Lucia: ricordatevi della giustizia, ricordatevi dell'inferno, ricordatevi della morte.
—Pensieri tristi, replicò quello dal fazzoletto: voi ci volete far malinconia, e noi vi conduciamo a stare allegra.
—Santissima Vergine ajuto! gridò Lucia, ma il malandrino, con volto iracondo, le protestò che s'ella gridava un'altra volta, il fazzoletto sarebbe rimasto sulla sua bocca fino a ch'ella fosse giunta al luogo destinato. E, sforzandosi d'esser garbato, aggiunse: già siamo vicini, parlerete con chi può comandare: noi siamo servitori che facciamo il nostro dovere, è inutile che ci diciate le vostre ragioni.
—Oh per amore di Dio, della Madonna, riprese Lucia in tuono supplichevole, con voce interrotta da singulti, e senza pur pensare ad asciugare le lagrime che le rigavano tutta la faccia, per amore di Dio, lasciatemi andare: io sono una povera creatura, che non vi ha mai fatto male; vi perdono quello che mi avete fatto, e pregherò Dio per voi: se avete anche voi una figlia, una moglie, una madre, qualche persona cara a questo mondo, pensate quello che patirebbero se fossero in questo stato; pensate all'anima vostra; fate una buona opera, che vi può salvare: fatemi questa carità, acciocchè Dio vi usi misericordia, lasciatemi qui.
—Non possiamo, risposero tutti e tre; commossi alquanto da quel lamento. Non possiamo, ripetè il capo; ma non abbiate paura, fatevi animo, già non vi conduciamo in un deserto; state tranquilla: se volete parlare, noi vi risponderemo; se volete tacere, noi non parleremo; non temete, nessuno vi toccherà; e così dicendo si ristringeva contra la carrozza, lasciando più spazio a Lucia perchè fosse meno disagiata, perchè non fosse oppressa da una vicinanza, ch'egli stesso sentiva in quel momento quanto dovesse essere incomoda e ributtante. Gli altri due, si andavano pure ristringendo dal loro lato, facendo luogo a Lucia, e tenendosi come in distanza, stornando gli occhi da quel volto accorato, ma fermi nel loro atroce proposito di eseguire la commissione: come il villanello che a fatica si è arrampicato all'albero per togliere un uccelletto dal nido, e lo tiene nelle mani, e lo sente dibattersi e tremare, e sente il cuore della povera bestiuola battere affannosamente contra la palma che lo stringe; prova pure qualche pietà; allenta le dita alquanto, per non affogare la povera bestiuola, per non farle male; ma aprire il pugno, lasciarla tornare al suo nido: oh no! Il figlio del padrone gli ha chiesto l'uccelletto, gli ha promessa una bella moneta s'egli sapeva snidarlo e portarglielo vivo.
Lucia, dopo avere ancora indarno pregato; ditemi dove mi conducete, richiese di nuovo.
—In casa di galantuomini, e non vi possiamo dire altro, rispose quegli che le stava vicino.
Lucia, vedendo che le preghiere riuscivano inutili come la resistenza, e stanca dell'ambascia e dello stento, incrocicchiò le braccia sul petto, si strinse nell'angolo della carrozza in silenzio: e, perduta ogni speranza di soccorso umano, si rivolse a Dio, da cui tutto sperava; e pregò fervidamente, da prima col cuore; indi, cavato di tasca il rosario, che teneva sempre con sè, cominciò a recitarlo con voce sommessa. I bravi tacevano, guardando di tratto in tratto quello ch'ella faceva, e sospirando tutti il fine di quella spedizione: e Lucia, di tempo in tempo fermandosi nella sua preghiera a Dio, per voltarsi a coloro in forza dei quali ella si trovava, ricominciava a supplicarli. Ma non udiva rispondersi altro che: non possiamo: la sua preghiera era esaudita, ma il momento non era venuto[213].