—No, no; badate bene a partire di qua, rispose Lucia, ricordatevi di quello che vi ha detto il vostro padrone: chiudete la porta. La vecchia obbedì, e tornata: mettetevi a letto e dormite dunque, disse.
—No: io non mi voglio muovere di qui, replicò Lucia.
—Che pazzie?....
—Non voglio, replicò di nuovo Lucia risolutamente: quel coraggio di disperazione ch'ella si sentiva da quando a quando era stato accresciuto e corroborato da quella compassione ch'ella aveva veduta nel Conte, dalle parole di speranza che egli le aveva date, e dagli ordini ch'egli aveva lasciati con impero alla vecchia.
—Ih! ih! che fumo ha costei, disse tra sè la mala vecchia. Maledette le giovani che hanno sempre ragione e quando sono svergognate e quando fanno le smorfiose.
—Badate a non ispegnere quella lucerna, disse Lucia.
—Sì, sì, rispose la vecchia, e senza più rivolger la parola a Lucia, si coricò brontolando[215].
Lucia rimase nel suo angolo. Era questo per lei in quella orrenda[216] giornata il primo momento di riposo; ma quale riposo! I pensieri che l'avevano assalita tumultuosamente ad intervalli nel giorno, tornavano tutti in una volta ad assediare la povera sua mente. Le memorie così recenti, così vive, così atroci di quelle ore, di quel viaggio, di quell'arrivo, si affollavano alla sua fantasia. L'avrebbero oppressa se fossero state memorie d'un pericolo trascorso: e che dovevano fare, nel mezzo del pericolo stesso, nella durata, nella orribile incertezza dell'avvenimento! Qual passato! e qual presente! quel silenzio, quella compagnia, quel luogo: qual notte! e per giungere a quel domani! L'infelice intravedeva ben qualche cosa della orditura spaventosa del laccio dove era stata tirata, ma rifuggiva dal pensiero di scoprirne più in là. Di quando in quando le parole di speranza del Conte la rincoravano: le andava ripetendo fra sè, s'immaginava di essere l'indomani fuori di quell'antro con sua madre, ma un altro avvenire possibile rispingeva questa immaginazione, e a tutta forza veniva a collocarsi nella sua mente. Tremava, si faceva animo, sperava, disperava, pregava. Le forze del corpo finalmente cedettero ad un tale combattimento dell'animo e Lucia fu presa da una febbre violenta. Le sue idee divennero più vive, più forti, ma più interterrotte, più mescolate, più varie, si urtarono più rapidamente, e la confusione, togliendole una parte della coscienza, rese sofferibile un'angoscia che altrimenti ella non avrebbe potuto sofferire e vivere. Nel calore della sua preghiera, le parve ad un tratto che la preghiera sarebbe stata più accetta, certamente esaudita, se con la preghiera ella avesse offerto in sacrificio quelle che altre volte erano state le sue più liete speranze. L'unica speranza di quel momento, quella di uscire da quel pericolo, le parve con questo divenire più fondata, più ferma: aperse gli occhj, li girò con sospetto e con ansietà nel barlume di quella stanza; tese l'orecchio e non udì altro che il russare della vecchia; si levò chetamente, stette ginocchioni; e votò alla Vergine di viver casta, senza nozze terrene, s'ella poteva uscire intatta da quel pericolo. Proferito il voto, o quello che a Lucia parve tale, ella si sentì come racconsolata; si raccosciò nel suo angolo, e passò il resto della notte in un letargo febbrile, interrotto da sussulti e da vaneggiamenti.