«Lorenzo Tramaglino!» disse Renzo Tramaglino: «cosa vuol dir questo?»... (pag. [226]).

«Mi faccia grazia, vossignoria: come può mai essere mio avventore, se lo vedo per la prima volta? E il diavolo, con rispetto parlando, che l'ha mandato a casa mia: e se lo conoscessi, vossignoria vede bene che non avrei avuto bisogno di domandargli il suo nome.»

«Però, nella vostra osteria, alla vostra presenza, si son dette cose di fuoco: parole temerarie, proposizioni sediziose, mormorazioni, strida, clamori.»

«Come vuole vossignoria ch'io badi agli spropositi che posson dire tanti urloni che parlan tutti insieme? Io devo attendere a' miei interessi, che sono un pover'uomo. E poi vossignoria sa bene che chi è di lingua sciolta, per il solito è anche lesto di mano, tanto più quando sono una brigata, e....»

«Sì, sì; lasciateli fare e dire: domani, domani, vedrete se gli sarà passato il ruzzo. Cosa credete?»

«Io non credo nulla.»

«Che la canaglia sia diventata padrona di Milano?»

«Oh giusto!»

«Vedrete, vedrete.»