Che davanti[1161] al suo seggio profano

Strascinava il protervo Giudeo,

Come vittima innanzi a l’altar,

Non lo seppe il superbo Romano;

Ma fe’ stima il deliro potente,[1162]

Che giovasse col sangue innocente

La sua vil sicurtade comprar.

Su nel cielo in sua doglia raccolto

Giunse il suono d’un prego esecrato:

I celesti copersero il volto: