E s’accorge che Sangue[1156] tradì.[i)]

Oh spavento! lo stuol de’[1157] beffardi

Baldo insulta a quel volto divino,

Ove intender non osan gli sguardi

Gl’incolpabili figli del ciel.

Come l’ebbro[1158] desidera il vino,

Nell’offese[1159] quell’odio s’irrita;

E al maggior dei delitti gl’incita

Del delitto la gioia[1160] crudel.

Ma chi fosse quel tacito reo,