Fa sorgere il tacito fior;
Che spiega davanti a lui solo
La pompa del pinto suo velo;
Che spande ai deserti del cielo
Gli olezzi del calice, e muor.
La signora Collet li pubblicò nella sua Italie des Italiens (Paris, Dentu, 1862; vol. I, pag. 376). Li ripubblicarono poi: A. Stoppani, I primi anni di A. Manzoni, Milano, 1874, pag. 243-5; E. Bonghi, Opere ined. o rare, I, 201-3; G. Sforza, Epistolario di A. Manzoni, Milano, Carrara, 1883, II, 283.
Il Bonghi annotò: «Quale fosse il titolo dell’Inno cui questi versi appartengono, non è detto da lui; ma un suo amico, che ne ricorda un’altra strofa, crede che così queste trascritte dal Manzoni, come quella tenuta a mente da lui, appartengano ad un inno a’ Santi. Che sarebbe quello che nell’autografo degl’Inni ha titolo Ognissanti, ma di cui ivi non esistono se non i motti latini, che vi sarebbero stati scritti per epigrafe»:
in omnibus Christus. (Paul., Col. III, 11).
Multa quidem membra, unum autem corpus. (Cor. 1, XII, 20).