Pur soave ed umil vassi Ippocrene

Su la libètride erba mormorando.

Ben so che d’altro vanto aver corona

Pretende il re de’ fiumi; e presso al Mincio,

Del primo onor geloso, ancor s’ascolta

Sonar l’onda sdegnosa armi ed amori;

E so ch’egli n’andò poi de la molle

Guarinia corda, or de la tua, superbo.

Ma non vedi con l’irta alga natìa

Splendermi il lauro in su la fronte? Salve,