E le trecce stillanti. Nè gelosa

Tolgo agli occhi profani il mio soggiorno,

Ma dai tersi cristalli altrui rivelo

La monda arena. Anzi sovente, scesi

Dai monti Orobj i Satiri securi,

Tempran nel fresco mio la siria fiamma,

Col piè caprino intorbidando l’onda.

Ben al par d’Aretusa e d’Acheloo

Vanta natal divino e sede arcana,

Sacra ai congressi de le aonie suore;