Or tace il pletto arguto, e ne’ miei boschi
È silenzio ed orror. Te dunque invito,
Canoro spirto, a risvegliar col canto
Novo romor cirreo. A te concesse
Euterpe il cinto, ove gli eletti sensi
E le immagini e l’estro e il furor sacro
E l’estasi soavi e l’auree voci
Già di sua man rinchiuse. A te venturo
Fiorisce il dorso brïanteo, le poma
Mostra Vertunno, e con la man ti chiama.