Mi fero i mille, che tu vedi un tanto

Nome usurparsi, e portar seco in Pindo

L’immondizia del trivio, e l’arroganza,

E i vizj; lor; che di perduta fama

Vedi, e di morto ingegno, un vergognoso

Far di lodi mercato e di strapazzi.

Stolti! Non ombra di possente amico,

Nè lodator comprati avea quel sommo

D’occhi cieco, e divin raggio di mente,

Che per la Grecia mendicò cantando.