Come il brando lo tiene.

Dove però l’accoramento del protagonista era meglio compreso e diviso dal lettore, che ne conosceva i magnanimi disegni.

E quando, nel Carmagnola (V, 4; pag. 256), il Manzoni fa prorompere l’imprigionato capitano nel solenne e malinconico addio alla vita, la quale portava via con sè le illusioni più dolci e i più inebrianti entusiasmi che gliela rendevano cara:

O campi aperti!

O sol diffuso! o strepito dell’armi!

O gioia de’ perigli! o trombe! o grida

De’ combattenti! o mio destrier! tra voi

Era bello il morir....;

noi possiamo bensì osservare che il poeta si è in buon punto ricordato (e come sottrarsi al fascino fatale?) del consimile addio di Otello (III, 3; v. 347 ss.):