O, now, for ever
Farewell the tranquil mind! farewell content!
Farewell the plumed troop, and the big wars,
That make ambition virtue! O, farewell!
Farewell the neighing steed, and the shrill trump,
The spirit-stirring drum, the ear-piercing fife,
The royal banner, and all quality,
Pride, pomp and circumstance of glorious war!....[120]
e fors’anche dell’altro che il Goethe, variando qua e là questo di Otello, aveva messo in bocca a Egmont, pur lui languente in attesa del supplizio (V, 2)[121]; ma non dobbiamo trascurar di riflettere altresì che quei tristi pensieri e quelle sospirose parole, o «di tal genere, se non tali appunto»[122], il poeta contemporaneo di Napoleone deve aver facilmente immaginato che saranno passati per la mente o fiorite sul labbro dell’eccelso coatto di Sant’Elena. E che è insomma, nel Cinque maggio, quella magnifica e icastica rievocazione del grande, che
al tacito