E da le labbra tremule
La voce a stento ad implorar si sciolse:
«Ferma, che fai? Deh! non ferir, perdona,
Santo figlio di Giove e di Latona!»
Al dardo impazïente il vol ritenne,
E a me rivolto in placido
Sembiante, a dir mi prese il dio di Delo:
«Fino a noi da que’ lidi il grido venne
D’uomo a sfidar non pavido
Tutti gli Dei, tutte le Dee del cielo: