Pe’ giorni suoi tremava. Ah! tu vedrai

Come si mor. Va: quando l’ultim’ora

Ti coglierà sul vil tuo letto, incontro

Non le starai con quella fronte al certo,

Che a questa infame, a cui mi traggi, io reco...?

Al re condannato non osò di rimaner fedele, e di professarglisi grato per un dono altra volta fatto alla sua chiesa, se non il canonico Masdea, un vecchio sui settant’anni, che lo assistette in quegli estremi momenti. All’ufficiale, che doveva comandare l’esecuzione, e che interruppe il dialogo suo col prigioniero facendogli notare che cinque minuti erano già trascorsi, il buon prete osservò che il quarto d’ora regolamentare non poteva cominciare se non dopo l’assoluzione; la quale nessuna potenza umana avrebbe potuto impedire a lui di dare. E rivolto al re: «Io sono qui per voi; non temete di nulla!». Il quarto d’ora trascorse. «Andiamo a compiere la volontà di Dio», disse il re, levandosi da sedere, e seguendo l’ufficiale. Nella tragedia manzoniana manca il prete forte ed austero; non però l’amico fedele, il Gonzaga, che assiste il Conte fino alla tragica catastrofe.

Al capitano Stratti, che gli faceva da carceriere, Gioacchino rimise questa lettera, scritta poco prima che giungesse il Masdea, nella quale rinchiuse una ciocca de’ suoi capelli.

«Ma chère Caroline,

«Ma dernière heure est arrivée; dans quelques instants j’aurai cessé de vivre; dans quelques instants tu n’auras plus d’époux. Ne m’oublie jamais; ma vie ne fut entachée d’aucune injustice. Adieu, mon Achille; adieu, ma Laetitia; adieu, mon Lucien; adieu, ma Louise; montrez-vous au monde dignes de moi. Je vous laisse sans royaume et sans biens au milieu de mes nombreux ennemis; montrez-vous supérieurs à l’infortune, pensez à ce que vous êtes et ce que vous avez été, et Dieu vous bénira. Ne maudissez pas ma mémoire. Je déclare que ma plus grande peine dans les derniers moments de ma vie est de mourir loin de mes enfants».[127]

Una tal lettera, in un così tragico momento, potrebbe averla scritta il Carmagnola! E a buon conto, la mirabile scena che il poeta immaginò tra il povero prigioniero, la moglie e la figliuola (V, 5ª), pochi istanti prima ch’ei fosse tratto al supplizio, che cosa è mai se non l’espressione drammatica dei sentimenti stessi che Murat aveva espressi nel solo modo che gli era consentito? Perfino le parole, qua e colà, corrispondono[128].