Queste tue mi son sacre.

ERMENGARDA.

Amata! e d’una

Cosa ti prego ancor: della mia spoglia,

Cui, mentre un soffio l’animò, sì larga

Fosti di cure, non ti sia ribrezzo

Prender l’estrema; e la componi in pace.

Questo anel che tu vedi alla mia manca,

Scenda seco nell’urna: ei mi fu dato

Presso all’altar, dinanzi a Dio. Modesta