Nel mio gaudio io tacea; nè tutta mai

Questo labbro pudico osato avria

Dirti l’ebbrezza[328] del mio cor segreto.

—Scacciala, per pietà! Vedi; io la temo,

Come una serpe: il guardo suo m’uccide.

—Sola e debol son io: non sei tu il mio

Unico amico? Se fui tua, se alcuna

Di me dolcezza avesti.... oh! non forzarmi

A supplicar così dinanzi a questa

Turba che mi deride.... Oh cielo! ei fugge!