(ai Conti)
Ite: alle mura
La custodia addoppiate; ad ogni sbocco
Si vegli in arme: e che nessun mi sfugga.
SCENA V.
CARLO, DESIDERIO.
CARLO.
A che vieni, infelice? E che parola
Correr puote tra[395] noi? Decisa il cielo
Ha la nostra contesa; e più non resta