DESIDERIO.

Legge? Oh! ne’ detti miei

Non ti fingere orgoglio, onde sdegnarli.

O Carlo, il ciel molto ti diè: ti vedi

Il nemico ai ginocchi, e dal suo labbro

Odi il prego sommesso e la lusinga;

Nel suolo ov’ei ti combattea, tu regni.

Ah! non voler di più: pensa che abborre

Gli smisurati desidèri[402] il cielo.

CARLO.