Se l’uom nato non è che affatto il tolga;

Ecco il mio premio, o re.

CARLO.

Libera, il giuro,

Fia Roma; al dono, che il mio padre ha posto

Sopra l’altar, la spada mia non mai

S’accosterà che per salvarlo: e mite

Sovra l’Italia che il Signor mi dona,

L’impero fia dei miei fedeli, e il mio.

Di più nè Carlo, nè mortal nessuno,