Un popol[443] disperso repente si desta,
Intende l’orecchio, solleva la testa
Percosso da novo crescente romor.
Dai guardi dubbiosi, dai pavidi volti,
Qual raggio di sole da nuvoli folti,
Traluce dei padri la fiera virtù:
Nei guardi, nei volti, confuso ed incerto,
Si mesce e discorda lo spregio[444] sofferto
Col livido orgoglio del regno che fu.[445]
È il volgo gravato dal nome latino,