Col pelann, tribolann, cagann adoss,

Che infin n’havii redutt al punt puttanna

De podè nanca vess indiferent

Sulla scerna del boja che ne scanna.

Sull’imbrunire di quello stesso giorno 19, furon visti entrare in città drappelli di contadini, in ispecie del Novarese, dall’aspetto e dal contegno sospetti. Intanto, una parte della guarnigione ne era fatta uscire, col pretesto che fossero da rinforzare alcuni punti a Varese e a Sesto Calende, che nessuno minacciava! S’avvicinava, per i reazionarii e i liberali —stranissimo connubio!—, la gran giornata.

[57] In Cantù, Reminiscenze ecc., II, 312-13.

[58] Lettres persanes, lettera 109ª.

[59] Milano era provata alle furibonde depredazioni delle milizie francesi. Che non avevan rubato nel 1796, per ammenda dell’entusiastica accoglienza avutavi! Il generale Dupuy scriveva a un amico: «Ici, tout le monde vole!»; e il Melzi: «Jamais armée plus brutale et plus rapace n’était descendue en Italie, depuis les Lansquenets!».—Cfr. Bouvier, Bonaparte en Italie; Paris, 1902, pag. 591.

XIII.