— Debbo andare, Monsignore?

— Naturalmente, ma spicciati e torna subito.

Il comandato obbedì. Scese dalla cavalcatura, ne affidò le redini al soldato più vicino e s'avviò. Raggiunse la comitiva ignota un centinaio di metri più sotto. Erano sei villani e un prete che salivano salmodiando: precedeva un giovanottone dal viso ebete e dai capelli rasi che reggeva una rozza croce nera; seguivano quattro gagliardi montanari portando un'informe graticciata di pini selvatici sulla quale giaceva un corpo coperto nella parte superiore da uno straccio che avrebbe anche potuto passare per un pezzo di coperta da muli; seguiva il prete fiancheggiato da un vecchio untuoso che ripeteva le preci dei morti. Il Ricciuto giudicò inutile prender lingua dal villano che precedeva e la cui forza ebete mal gli pareva dovesse rispondere a un questionario anche succinto: si scostò addossandosi alle piante umide ancora della parte a monte per lasciar passar graticcio e portatori, e rivolgersi al prete che seguiva:

— Posso chiedervi, padre mio, chi accompagnate al cimitero di così buon mattino?

— Figlio — rispose il prete interrompendo le preci, ma non sospendendo il cammino — figlio, si tratta di un disgraziato il quale secondo ogni previsione mise un piede in fallo al passo delle Martore. Lo hanno trovato questi miei parrocchiani e lo portiamo adesso a dormire i suoi sonni eterni lassù, nel sacro recinto d'Apricale. Requiem aeternam...

— ... et lux perpetua....

Il Ricciuto si fece il segno della croce, si tolse il feltro sformato dalla pioggia e seguì mestamente il convoglio unendosi alle risposte del sagrestano. Giunta la comitiva ove il Lascaris aspettava, per rispetto si fermò, e il prete riprese le sue spiegazioni.

— Sapete chi sia, padre? — domandò il gentiluomo.

— Lo ignoro, colendissimo domine. Precipitò probabilmente assonnato, senza il tempo di riprendersi, testa all'ingiù, fracassandosela: è irriconoscibile. Tanto che credo inutile scoprirlo per non lasciare una trista memoria nei vostri occhi, Monsignore.

— Padre, non sono un damerino profumato, nè una svenevole damigella. Ne ho visto d'ogni colore. D'altra parte attendo amici che avrebbero dovuto giungere fin da ieri. Per levarmi dunque dall'ansia, vi prego di scoprire codesto morto, affinchè m'assicuri dell'esser suo.