— Lascaris, non accuso dicendo che sospetto.... come del resto voi due sospettate: Camillo.....

— .... fin dal primo momento.

— .... e voi Luca nell'interno del cuore, a malgrado le ragioni che accumulate. Può darsi che nella notte buia sia sdrucciolato un piede al vecchio Seborga, benchè a giudizio di chi l'ha raccolto sia stato rinvenuto proprio nel fondo senza che l'erba e le piante del precipizio presentino traccia alcuna del passaggio. E chi pone un piede in fallo s'aggrappa, lotta, urla, chiede aiuto. Come non l'hanno udito? Pur tuttavia non accuso, no, sospetto.. Abbiamo per buona ventura di che fortificare o dissipare il nostro sospetto. Abbiamo i due scudieri di Emanuele Embriaco, l'uno rimasto con me, l'altro....

— Venuto e tornato meco.

— Precisamente. Sapremo da quei due la verità. Sono all'accampamento: mando un ordine per farli qui proseguire.

— Bada, — fece osservare l'Altariva — bada a quello che fai. Ho più d'una volta osservato i due scherani: l'uno è grossolano soldato, un reitro del buon tempo antico, e non lo credo al corrente dei fatti e pensamenti del suo padrone. L'altro, quello che vi seguì, Luca, è volpe fina, astuto come un chierico: non ne caverete nulla.

Il Nervia sorrise:

— O con l'oro o con la tortura parlerà.

— Possibile: tentar non nuoce.

In quella ululò la conchiglia. Ma contemporaneamente il verso della civetta si fece sentire tre volte a eguali intervalli: poi le frasche fuor del muro di cinta stormirono, agitate con violenza come da persona che vi si intromettesse. L'Altariva e il Lascaris avevano per istinto messo mano alle armi: il Nervia era invece rimasto tranquillo.