— Ibleto ha sempre fornicato con i francesi: lo sappiamo tutti. Credo che a quest'ora sbarcati a Latte e in istrada per Nizza, o per mare tuttavia, si riducano al campo dei sanculotti sul Varo.
— E Fiorina?
— Di buono o di malgrado li segue.
Luca Lascaris alzò le pugna al cielo.
— Voi mi sembrate un ragazzo imbelle, Conte, un ragazzo imbelle al quale abbiano furato il giocattolo. Siate uomo, per nostra signora di Lampedusa! Verrà la nostra volta, e vinceremo la nostra posta. Per intanto vi apro intero il cor mio: sono stanco di questa vita raminga e inutile. Rivedere il mio castello dopo sì lungo tempo mi ha rimessi in cuore i germi della nostalgia. Liberiamoci, prendiamo una decisione, scegliamo un nemico. Siamo qui esitanti fra Genova e la Francia: pretendiamo tenerle in ballo tutte e due. Grave errore. Facciamo onor stragrande alla Serenissima, che fa paura o meglio vuol far paura con le mani vuote. Vi offro una via d'uscita: giriamo le Maure, usciamo dopo Roverino, per il Bevera, piombiamo sui predoni di Sant'Antonio, e appena li avremo liquidati assalteremo la città isolando il fortino del Borzone. Ventimiglia non ha che un Governatore di figura e pochi uomini di parata dei quali verremo presto a fine. Riprenderemo poi la guerriglia con una difesa come la città, il forte ed il vostro Castello, Conte Lascaris. I Francesi non passeranno o gireranno da Saorgio. Guadagneremo tempo ad ogni modo, che ve ne pare?
Camillo Altariva prese la parola.
— Il tuo piano, Almerico, è buono come linea generale: ma i particolari verranno. Per intanto l'approvo fino all'assalto dei predoni di Sant'Antonio.
— Io tutto approvo — esclamò Luca Lascaris, — purchè ci si muova e non si resti qui neghittosi. Ho bisogno di far del male a qualcuno.
— Ne avrete presto l'occasione, conte. Quando ci congiungeremo con la mia truppa troveremo i due scherani dell'ospite vostro: se mi permetterò d'interrogarli io stesso, per la memoria invendicata del mio povero Seborga, li consegnerò poi dopo alla vostra giustizia, chè vi appartengono.
— Vi ringrazio, Almerico!