— Contateci: ma per adesso acqua in bocca.

Lasciò il compagno, inforcò il cavallo che un soldato gli teneva a poca distanza e corse di carriera verso la cavalcata che s'avvicinava lentamente.

— Il buon mattino a Vostra Eccellenza, comandante Grimaldi, e col vostro permesso, il buon mattino alla Bellezza nostra.

Chiara sporse il capo dalla lettiga, rossa in viso, ma felice porse la mano al fidanzato, che si piegò in arcioni con magnifico e difficile spostamento per baciarla.

XXIII.

Quando la barca peschereccia ebbe sbarcati i suoi passeggeri alla foce di un torrentello schiumoso, colui che la conduceva rimase ad attendere gli ordini. Ma Ibleto gli porse una moneta d'argento che l'altro ricevette con l'avidità di una scimmia alla quale si offra un frutto acerbo. E per verità il danaro in metallo era già raro: da due anni almeno correvano gli assegnati e i buoni di qualunque specie firmati da nomi e da Autorità eteroclite, dal Sergente al Generale, dal Giudice al Governatore.

— Devo aspettare, monsignore? — chiese il marinaio al quale pareva che il dono meritasse almeno un titolo.

I due Spigno ricambiarono uno sguardo.

— Non importa! — rispose Emanuele Embriaco.

Ed aggiunse, rivolto ai compagni: