— Giù le zampe, camerati!

Con un po' di buona volontà s'ottenne un relativo silenzio, quale almeno occorreva per farsi intendere. E ne profittò immediatamente Ibleto rivolgendosi al soldato:

— Non siamo qui nè per errore e nemmeno naufraghi, come i tuoi camerati vogliono credere, cittadino: siamo qui venuti volontariamente e portiamo con noi un salvacondotto che speriamo ci procurerà un po' di rispetto.

Tibullo non battè ciglio: attendeva. Lo Spigno continuò:

— Una lettera del generale Laharpe.....

Il soldato salutò.

— .... al generale Nissard....

Nuovo saluto.

— ... che comanda, crediamo, la tua divisione.

Tibullo crollò il capo.