Il consiglio di Chiarina fu seguito e che scandalo ne seguì! La reproba Fiorina fu tenuta un mese almeno senza assoluzione, e senza poter quindi la domenica appressarsi alla mensa del Signore. Pianti, disperazioni, digiuni che sortirono strano effetto. Interrogata da Chiara, Fiorina ebbe a confessarle che, a malgrado la sospesa assoluzione e lo scandalo, provava uno struggente piacere ogni qual volta rammentava la dichiarazione d'amore del giovane di gran casa.

Fiorina Adorno era uscita per la prima dal convento, per andare a nozze. E quando l'amica le aveva chiesto se il promesso sposo fosse colui della dichiarazione, era scoppiata in un pianto disperato. Non era, no, lo sconosciuto giovane di gran casa — sconosciuto da tutti anche da Chiara, chè l'amica s'era cucita la bocca — ma il marchese di Spigno già vecchio e mai veduto. La povera Fiorina veniva sacrificata alle convenienze della famiglia che si dibatteva nelle ristrettezze, come gran parte dei nobili Genovesi i quali avevano abbandonato le mercature e quindi speso senza incassar più. Le nozze con Ibleto erano una fortuna per la famiglia e la povera Fiorina aveva dovuto curvare il capo. Ma l'amore non era cessato.

— Rammenti?

— Rammento, cara. Ma, o tu, Chiarina? Parliamo di te.

Chiarina arrossendo narrò il fidanzamento con Filippo Balbi.

— L'ami?

— È il mio fidanzato!

Candore delle nostre nonne! Come non amare il fidanzato scelto dal padre! dal signor padre, anzi!

Fiorina crollò il capo sogguardando attraverso l'uscio aperto Filippo Balbi in istretto colloquio con l'aiutante Marmont.

— Com'è bello, non è vero, Fiorina?