— Giano mio, non bisogna essere curiosi!

E quindi, quasi a correttivo della lezione:

— Sono affari di servizio! Scusate se non credo lecito di ripeterveli.

— Avete ragione — rispose il Lercari confuso — scusatemi voi.

E tacquero.

In quella un'altra ombra, sottile, irrequieta ma non guardinga apparve dal lato opposto dirigendosi verso la porta della stanza di Murat.

— Per Iddio — sclamò soffocatamente il Balbi.

— Chi si fa lecito d'avvicinarsi alla stanza della mia fidanzata?

D'un balzo fu quasi a tu per tu con la nuova ombra apparsa.

— Olà! Chi siete e che volete?