Ed ebbe un cenno di risposta e restò irrigidito finchè l'ombra sottile non si perdette nella notte.

Nei pressi della stanza di Murat due altre ombre s'aggiravano guardinghe, furtive, celandosi all'angolo della casetta ove una specie di tettoia rozza, evidentemente adibita a ricovero di carri offriva un complice rifugio.

— Credete, amico Filippo, che il generale accoglierà la mia domanda?

— Giano mio, lo credo. Aspettate purtuttavia che l'aiutante Junot vi rassicuri sull'umore del generale. Bisogna andare a colpo sicuro: un no sarebbe sgradevole e per sempre. Aspettate il parere di Junot.

— Anche l'aiutante Marmont...

— Non vi fidate dell'aiutante Marmont: è geloso di chiunque e credo che mi ostacoli la promozione a comandante. Ah! Se potessi fra un anno ottenere la brigata che mi era stata promessa!

— Io mi accontenterei del grado di capitano.

— Naturalmente, ma io debbo scontar delle promesse: fino ad oggi le cose sono andate come le avevo presagite e il generale è sempre grato a chi non lo induce in errore.

— Che cosa avevate presagito, Filippo?

Un silenzio. Poi: