Madre che bina una corona preme,
Prole che è Marte e che è Minerva insieme.
L'abate si tacque modestamente e curvò il capo gravato dal peso dell'alloro e la marchesa lusingata stava per aprir bocca ad assentire per largirgli il premio dovuto quando si aprì invece la porta ed il Moncherino annunciò:
— Il signor conte Emanuele Embriaco!
Prima ancora che la marchesa concedesse l'assenso, ecco l'avventuriero sulla soglia, sprofondarsi in un inchino e spazzare delle piume del feltro l'impiantito.
— Conte, benvenuto! Quali novelle portate di mio figlio?
— Liete novelle, spero, illustre signora marchesa, e più liete e sicure saranno se avrò l'ausiglio vostro.
— Parlate sibillino, conte!
Da qualche istante l'abate ritto sotto l'alta lucerna faceva profondi saluti all'Embriaco, il quale finalmente se ne accorse e li restituì affabilmente, pur rispondendo in pari tempo alla dama:
— Quali parole possono sembrar sibilline all'acuto discernimento della illustre signora marchesa?