Chiarina Grimaldi era l'idolo dei soldati che l'avevano veduta bambina e che la tenevano un po' come figliola comune: l'amavano perchè era famigliare e non si rifiutava mai di intercedere presso il padre o il Borzone, perchè donava spesso e, come potea, largamente, e perchè sapeva suggerir farmachi o allacciar bende. Il Moncherino parlò dunque abbastanza sciolto e rapido e, in fe' di Dio, credo anche abbozzando un sorriso, ciò che era contro ogni disciplina.
— Porto una buona notizia, madamigella.
Chiara si fece di scarlatto.
— È arrivato!.... — esclamò precipitosamente e non meno precipitosamente s'interruppe.
— È arrivato, sì, il magnifico signor Filippo Balbi ed è con il magnifico signor padre di madamigella: anzi è il magnifico signor padre che mi ha dato ordine di venire ad annunciarli.
— Vengono qui, Moncherino? Hai capito bene? Vengono qui?! Il magnifico signor mio padre non mi fa chiamare nelle sue stanze?
— No, madamigella: vengono proprio qui: ho capito bene, anzi mi sono fatto ripetere l'ordine. Viene il magnifico signor padre di Madamigella, il magnifico signor Filippo e forse il capitano Cavalli che era seco loro poco fa.
— Oh! poveretta me! Hai capito Gilda? presto, presto nascondi tutto questo inventario.....
Afferrò dalle mani dell'archivista, il quale a bocca aperta era rimasto interrotto e interdetto, la lista dei giocali e la gettò alla rinfusa nel cofano più vicino con qualche cosa che le capitò tra le dita.
— Un para di mitine.... Un momento, un momento, madamigella, vi prego! Un momento, o tutto il nostro lavoro sudato di stamane sarà inutile!