Un silenzio cupo e pesante come quello che precede le catastrofi della natura, avvolse nel suo manto di piombo tutti gli assistenti, ai quali si drizzavano i capelli sulla lesta.

— E che! sig. de Villefort, gridò il presidente, voi non cedete ad una allucinazione! che! voi godete della pienezza delle vostre facoltà mentali! si concepirebbe facilmente come un’accusa così strana, così imprevista, così terribile, avesse potuto turbare il vostro spirito; vediamo, rimettetevi. — Il procuratore del Re scosse la testa. I suoi denti sbatterono con violenza come nell’uomo divorato dalla febbre, e non pertanto egli era d’un pallore mortale.

— Io godo di tutte le mie facoltà, signore, disse egli; il corpo soffre, e ciò si capisce: mi riconosco colpevole di tutto ciò che questo giovine ha pronunziato contro di me e fin da questo momento mi metto in casa mia a disposizione del procuratore del Re mio successore.

E pronunziando queste parole con voce sorda e quasi estinta, il sig. de Villefort si diresse vacillando verso la porta, che con un movimento macchinale gli venne aperta dall’usciere di servizio. L’assemblea, tutta intera, rimase muta e costernata da questa rivelazione e da questa confessione, che facevano uno scioglimento così terribile alle diverse peripezie che da quindici giorni agitavano l’alta società parigina. — Ebbene! disse Beauchamp, che ci vengano ora a dire che non v’è il dramma in natura.

— In fede mia, disse Château-Renaud, amerei meglio finirla come il sig. de Morcerf: un colpo di pistola mi sembrava più dolce dopo una simile catastrofe.

— E poi ammazza, disse Beauchamp.

— Ed io che per un momento avevo avuto l’idea di sposare sua figlia! disse Debray. Ha fatto bene a morire, mio Dio! la povera fanciulla!

— La seduta è finita, signori, disse il presidente, e la causa viene rimessa alla prossima sessione. L’affare deve essere istruito di nuovo, e confidato ad un altro magistrato.

In quanto ad Andrea sempre così tranquillo e molto più interessante, lasciò la sala scortato dai gendarmi, che gli usarono involontariamente dei riguardi.

— Ebbene! che ne pensate di tutto ciò, mio bravo uomo! domandò Debray al sergente di città facendogli sdrucciolare un luigi nella mano.