— Sì, diss’egli; in ogni occasione voi siete un nobil cuore, Edmondo, e dal vostro pallore e dal vostro fremito comprendo ciò che passa per la vostra mente in questo punto. No, siate tranquillo, io non sono pazzo, questo tesoro c’è, Dantès, e se non mi è stato concesso di possederlo, voi lo possederete in mia vece. Nessuno ha voluto darmi ascolto, nè aggiustarmi fede perchè fui giudicato pazzo; ma voi dovete sapere che tal non sono, ascoltatemi, e dopo credetemi se vi piace.
— Ahimè! mormorò Edmondo fra sè stesso, il malato ricade; mi mancava questa disgrazia. Indi alzando la voce:
— Amico mio, diss’egli a Faria, il vostro accesso forse vi ha stancato, non vorreste un po’ di riposo? domani se voi così desiderate, sentirò la vostra istoria; ma oggi pensate alla vostra salute; d’altra parte continuò egli sorridendo, un tesoro non deve ora importarci gran fatto.
— Deve importarci moltissimo, Edmondo, rispose il vecchio, chi sa che domani o doman l’altro non giunga il terzo accesso; allora tutto sarebbe finito... Sì, è vero, io qualche volta ho pensato con un amaro piacere a queste ricchezze che farebbero la fortuna di dieci famiglie; perdute per coloro che mi perseguitano: quest’idea mi serviva di vendetta ed io l’assaporava lentamente nella oscurità della mia segreta e nella disperazione della mia prigionia: ma ora che vi vedo giovine e pieno di speranza, ora che penso a tutto quel che può resultarne di felicità a voi in conseguenza della mia rivelazione, io fremo pel ritardo, e tremo di non potere assicurare un proprietario tanto degno quanto voi il siete a queste immense ricchezze nascoste.
(Edmondo volse altrove la testa sospirando).
— Voi persistete nella vostra incredulità, Edmondo, continuò Faria; la mia voce non vi ha convinto. Vedo che vi abbisognano delle prove. Ebbene leggete questo foglio che non ho fatto mai vedere ad alcuno.
— Domani, amico mio, disse Edmondo, bramando schivarsi a secondare la follia del vecchio. Io credeva che fosse già stabilito fra noi di non parlarne che domani?
— Ebbene, ne parleremo domani, ma oggi leggete questo foglio.
— Non l’irritiamo di più, pensò Edmondo. E prendendo la carta di cui mancava la metà, che sembrava essere stata consunta da qualche accidente, egli lesse...
— Ebbene? disse Faria, quando il giovine ebbe finita la lettura.