— Partita! mormorò Valentina. Addio, amica mia! addio sorella mia!

— Chi sa se li rivedremo mai più? disse Morrel asciugandosi una lagrima.

— Amico mio, disse Valentina, il conte non ci ha egli lasciato scritto che l’umana saggezza tutta intera sta riposta in queste due parole: Aspettare e sperare?

FINE.

[ INDICE]

Capitolo Pag.
I.Marsiglia — L’arrivo[1]
II.Il padre ed il figlio[5]
III.I Catalani[8]
IV.Il complotto[13]
V.Il pranzo degli sponsali[16]
VI.Il sostituto del procuratore del Re[22]
VII.L’interrogatorio[27]
VIII.Il castello d’If[32]
IX.La sera degli sponsali[38]
X.Il piccolo gabinetto delle Tuglierie[41]
XI.Il lupo di Corsica[43]
XII.Il padre ed il figlio[46]
XIII.I Cento Giorni[50]
XIV.Il prigioniero furioso ed il prigioniero pazzo[54]
XV.Il numero 34 ed il numero 27[59]
XVI.Lo scienziato[67]
XVII.La camera dello scienziato[71]
XVIII.Il tesoro[80]
XIX.Il terzo accesso[85]
XX.Il cimitero del castello d’If[89]
XXI.L’isola di Tiboulen[92]
XXII.I contrabbandieri[98]
XXIII.L’isola di Monte-Cristo[101]
XXIV.L’abbagliamento[105]
XXV.Lo sconosciuto[109]
XXVI.L’albergo del ponte di Gard[112]
XXVII.Il racconto[119]
XXVIII.I registri delle prigioni[124]
XXIX.La casa Morrel[127]
XXX.Il 5 settembre[134]
XXXI.Italia — Sindbad il marinaro[141]
XXXII.Risvegliamento[152]
XXXIII.I briganti[155]
XXXIV.Le apparizioni[167]
XXXV.Il patibolo[177]
XXXVI.Il Carnevale di Roma[184]
XXXVII.Le catacombe di San Sebastiano[193]
XXXVIII.Il convegno[201]
XXXIX.La colazione[204]
XL.La presentazione[220]
XLI.Bertuccio[226]
XLII.La casa d’Auteuil[228]
XLIII.La vendetta[232]
XLIV.La pioggia di sangue[242]
XLV.Il credito illimitato[248]
XLVI.La pariglia grigio-pomellata[253]
XLVII.Ideologia[259]
XLVIII.Haydée[264]
IL.La famiglia Morrel[265]
L.Piramo e Tisbe[270]
LI.Tossicologia[275]
LII.Roberto il diavolo[282]
LIII.Alto e basso dei fondi[289]
LIV.Il maggiore Cavalcanti[294]
LV.Andrea Cavalcanti[298]
LVI.Il recinto a trifoglio[303]
LVII.Il signor Noirtier de Villefort[308]
LVIII.Il testamento[312]
LIX.Il telegrafo[315]
LX.Mezzo di liberare un giardiniere dai ghiri che gli mangiano le pesche[320]
LXI.I fantasmi[324]
LXII.Il pranzo[328]
LXIII.Il mendico[333]
LXIV.Scena coniugale[338]
LXV.Disegni di matrimonio[342]
LXVI.Il gabinetto del procurator del Re[347]
LXVII.Un ballo in estate[352]
LXVIII.Le informazioni[355]
LXIX.La festa di ballo[359]
LXX.Il pane ed il sale[363]
LXXI.La signora di Saint-Méran[365]
LXXII.La promessa[370]
LXXIII.La tomba della famiglia Villefort[383]
LXXIV.Processo verbale[388]
LXXV.I progressi del sig. Cavalcanti figlio[394]
LXXVI.Haydée[399]
LXXVII.Ci scrivono da Giannina[408]
LXXVIII.La limonata[416]
LXXIX.L’accusa[421]
LXXX.La camera del fornaio in ritiro[424]
LXXXI.La rottura[432]
LXXXII.La mano di Dio[438]
LXXXIII.Beauchamp[441]
LXXXIV.Il viaggio[444]
LXXXV.Il giudizio[450]
LXXXVI.La provocazione[456]
LXXXVII.L’insulto[459]
LXXXVIII.La notte[464]
LXXXIX.L’incontro[468]
XC.La madre ed il figlio[473]
XCI.Il suicidio[476]
XCII.Valentina[481]
XCIII.La confessione[484]
XCIV.Il padre e la figlia[490]
XCV.Il contratto[494]
XCVI.La strada del Belgio[500]
XCVII.L’albergo della Campana e della Bottiglia[504]
XCVIII.La legge[508]
IC.L’apparizione[513]
C.Locusta[517]
CI.Valentina[519]
CII.Massimiliano[522]
CIII.La firma di Danglars[527]
CIV.Il cimitero del Padre Lachaise[532]
CV.La divisione[538]
CVI.La fossa dei leoni[546]
CVII.Il giudice[549]
CVIII.Le Assise[554]
CIX.L’atto d’accusa[557]
CX.L’espiazione[560]
CXI.La partenza[564]
CXII.La casa dei viali di Meillan[567]
CXIII.Il passato[570]
CXIV.Peppino[576]
CXV.La carta di Luigi Vampa[582]
CXVI.Il perdono[585]
CXVII.Il cinque ottobre[587]

NOTE:

[1]. Monte-Cristo, piccola isola del mar Tirreno sulla costa occidentale del Granducato di Toscana vicino a Gianuti a 14 leghe dalla provincia di Siena da cui dipende, e a 10 leghe Sud dall’isola d’Elba. Lat. Nord 42° 20′ 26″ long. E. 7° 57′ 55″, anticamente detta Oglaia. (Nota del Trad. Napol.)

[2]. Ognun sa che in Italia, forse più che altrove, le donne non solo del mezzo ceto, ma anche del ceto infimo ricevono o per mezzo di istituti particolari, o per mezzo degli Asili Infantili, quella decente educazione scevra da ogni caricatura che può giungere a formare delle oneste mogli ed eccellenti madri di famiglia. Questa è cosa ormai tanto conosciuta che l’asserzione del sig. Dumas ha ben poca figura in confronto ai continui elogi, che uomini di merito e coscienziosi, tanto Italiani che esteri, elargiscono a quella non piccola classe di persone di ambo i sessi che in Italia si occupa per l’incremento dell’educazione, in ispecie delle donne. (T.)