— Davvero! disse Edmondo con un sorriso sotto il quale traspariva un’ombra d’inquietudine.

— Oh sì! riprese Caderousse, e anche belle proposte capisci tu? diventi capitano, e si guarderà bene da rifiutarti.

— Ciò equivale al dire, disse Dantès con sorriso che mal dissimulava la sua inquietudine, che se io non diventassi capitano...

— Eh! eh! fece Caderousse.

— Via, via, disse il giovinotto, io ho migliore opinione che voi delle donne in generale, e di Mercedès in particolare, e sono convinto che diventi o no capitano, ella mi resterà egualmente fedele.

— Tanto meglio! disse Caderousse, egli è sempre una buona cosa che i giovinotti, quando si maritano, siano forniti di buona fede, ma non serve, credimi Dantès, corri ad annunziarle il tuo arrivo, ed a metterla a parte delle tue speranze.

— Vi vado, disse Edmondo, che abbracciò suo padre, salutò con un cenno di testa Caderousse, e partì.

Caderousse restò un altro momento, poi prendendo congedo dal vecchio Dantès, discese a sua volta, e andò a raggiunger Danglars che lo aspettava all’angolo della strada Senac.

— Ebbene! disse Danglars, l’hai tu veduto?

— L’ho lasciato ora.