— Sento sempre dire la stessa cosa da tutti i francesi, disse Pastrini punto alcun poco, e non so comprendere come con tante meraviglie che sono a Parigi, i parigini viaggino.
— Ma è così, disse Alberto mandando flemmaticamente una fumata al soffitto e rovesciando il capo addietro sopra una poltrona; non vi sono che i pazzi, e gli oziosi come noi che viaggino; la gente di buon senso non lascia la casa della strada di Helder, il baluardo di Gand, e il caffè di Parigi.
Non fa mestieri di dire che egli abitava nella strada suddetta, che tutti i giorni faceva la sua passeggiata in tutta eleganza sul baluardo suddetto, e che pranzava tutti i giorni nel solo caffè in cui si può pranzare, e quando ancora si è in buona relazione coi camerieri. Pastrini restò un momento silenzioso; era evidente che meditava sulla risposta che avevagli data Alberto, risposta che senza dubbio non gli pareva molto chiara.
— Ma in fine, disse Franz a sua volta, interrompendo le riflessioni geografiche del suo albergatore, voi eravate venuto con un qualche scopo: volete esporci l’oggetto della vostra visita?
— Oh! è vero; eccolo: avete ordinato la carrozza per le otto. — Sicuramente. — Avete l’intenzione di visitare il Coliseo! — Cioè il Colosseo. — È la stessa cosa. — Sia.
— Avete detto al vostro cocchiere di uscir dalla porta del Popolo, e fare il giro delle mura per rientrare dalla porta S. Giovanni! — Queste sono le mie precise parole.
— Ebbene! questo itinerario è impossibile, od almeno molto pericoloso. — Pericoloso! perchè?
— A cagione del famoso Luigi Vampa. — Primieramente, mio caro Pastrini, chi è questo famoso Luigi Vampa? domandò Alberto. Egli può essere famosissimo a Roma, ma vi assicuro che è perfettamente sconosciuto a Parigi.
— Come! voi non lo conoscete! — Non ho quest’onore.
— Ebbene! quest’è un bandito, vicino al quale i Decesari, e i Gasperoni sono una specie di chierichetti. — Attenti! Alberto, gridò Franz, ecco dunque finalmente un brigante! — Vi prevengo, mio caro Pastrini, che io non crederò una parola di tutto ciò che siete per dirci; perciò parlate quanto volete, che io vi ascolto.