I giovani risolvettero di approfittare fino alla fine della cortesia del conte, ed ordinarono di mettere in ordine mentre che si cambiavano gli abiti portanti i segni dei numerosi combattimenti a cui avevano preso parte nella giornata. Dopo questa cautela, passarono al teatro Argentina, ove presero posto nel palco del conte.
Durante il primo atto la contessa G*** entrò nel suo palco. Il primo sguardo si diresse, dalla parte ove la sera innanzi aveva veduto il singolare sconosciuto, dimodochè vide subito Franz ed Alberto nel palco di colui sul conto del quale aveva espresso a Franz, non erano 24 ore, una strana opinione. Diresse il suo occhialino su di lui con tanta assiduità, che Franz capì bene sarebbe stata una crudeltà a ritardare per maggior tempo il soddisfar la curiosità di lei. Così profittando del privilegio accordato agli spettatori dei teatri italiani, che consiste nel convertire il teatro in una sala di ricevimento, i due amici lasciarono il palco per presentare i loro omaggi alla contessa. Appena entrati nel palco ella fece un segno a Franz di mettersi al posto d’onore, ed Alberto questa volta si pose vicino a lei.
— Ebbene, diss’ella, accordando appena a Franz il tempo di sedersi, sembra che non abbiate avuto niente di più urgente, quanto di fare la conoscenza col nuovo Lord Ruthwen, ed eccovi ora i migliori amici del mondo!
— Senza essere inoltrati, quanto dite, in una reciproca amicizia, rispose Franz, non posso negare, di aver noi abusato tutto il giorno della sua gentilezza.
— Come tutto il giorno?
— In fede mia questa è la vera parola che conviene. Questa mattina abbiamo accettata da lui una colazione; durante tutto il tempo delle maschere abbiamo girato il Corso nella sua carrozza; e finalmente questa sera veniamo allo spettacolo nel suo palco.
— Voi dunque lo conoscete? — Sì, e no.
— E come ciò? — Questa è una lunga storia.
— Che voi mi racconterete? — Essa vi farà paura.
— Ragione di più.