— Io trovo al contrario che questa è una bellissima notte, e quelli che sono qui non avranno a lamentarsi d’altro se non che passi troppo presto.
— Ma io, riprese sorridendo il principe, non parlo di quelli che sono qui, essi non corrono altro pericolo che, gli uomini d’innamorarsi di voi, e le donne ammalarsi di gelosia vedendovi così bella: parlo di coloro che scorrono le strade di Roma.
— Eh! mio Dio! e chi volete che scorra le strade di Roma a quest’ora, se non quei che vengono al ballo?
— Il nostro amico Alberto de Morcerf, signora contessa, che io ho lasciato mentre seguiva la sua bella incognita verso le sette di sera, rispose Franz, e che dopo non ho più riveduto.
— Come! non sapete dove sia?
— Niente affatto.
— Ha seco le armi? — È vestito da pagliaccio...
— Non avreste dovuto lasciarlo andare, disse il principe a Franz, voi che conoscete Roma meglio di lui.
— Sì davvero! sarebbe stato lo stesso che aver voluto fermare il numero tre dei barberi che oggi ha vinto il premio della corsa, rispose Franz, e poi che volete che gli accada?
— Chi lo sa? la notte è oscura, ed il Tevere è molto vicino alla via Macello!...