Luigi Vampa.

— Che ne dite? domandò Franz.

— Avete la somma che viene richiesta?

— Sì, meno ottocento scudi. — Il conte si accostò allo scrigno e ne trasse un cassettino pieno d’oro: — Io spero, diss’egli a Franz, che non vorrete farmi l’ingiuria di dirigervi a tutt’altri fuorchè a me.

— Vedete che all’opposto, sono venuto direttamente da voi, disse Franz.

— Ed io ve ne ringrazio: prendete. — E fece segno a Franz di prendere nel cassettino.

— Ma è poi assolutamente necessario di mandare questa somma a Luigi Vampa? chiese il giovine fissando a sua volta lo sguardo sul conte.

— Diavolo! giudicatene da voi stesso: il post-scriptum è preciso.

— Mi sembra che se voleste prendervi l’incomodo di pensarvi, forse ritrovereste un mezzo per semplificare di molto la faccenda, disse Franz.

— E quale? chiese il conte meravigliato.