— Da voi forse, ma da me non farà nessuna difficoltà.
Il conte aprì la finestra del gabinetto che corrispondeva sulla strada, e fischiò in un modo particolare. L’uomo dal mantello si staccò dal muro cui era appoggiato e si avanzò fino al mezzo della strada.
— Salite, disse il conte, con quel tuono con cui si darebbe un ordine al servitore.
Il messaggiero obbedì senza indugio, senza esitazione anzi con sollecitudine. Saliti i quattro scalini dell’andito, entrò nell’albergo, ed in cinque secondi era già alla porta del gabinetto. — Ah! sei tu, Peppino disse il conte.
Ma Peppino, invece di rispondergli, gli si gettò alle ginocchia, prese le mani del conte, e v’impresse a più riprese le labbra. — Ah! ah! disse il conte: tu non hai ancora dimenticato che ti ho salvata la vita? è singolare! eppure sono già scorsi otto giorni. — No, eccellenza, non lo dimenticherò mai, rispose Peppino coll’accento della più viva riconoscenza. — Mai? è troppo lungo; però è ancora molto che tu lo creda. Alzati e rispondimi.
Peppino gettò uno sguardo inquieto su Franz.
— Oh! Oh! tu puoi parlare davanti a S. E., disse il conte, poichè è un mio amico. Voi permettete che vi dia questo titolo? disse in francese volgendosi a Franz, ciò è necessario per ridestare la confidenza in costui.
— Potete parlare in mia presenza, essendo io un amico del conte. — Alla buon’ora, disse Peppino volgendosi al conte, V. E. m’interroghi, ed io risponderò.
— In che modo il conte Alberto è caduto nelle mani di Luigi? — Eccellenza! la carrozza del francese ha incrociata più di una volta quella di Teresa. — L’amica del capo? — Sì, il francese le ha fatto gli occhi dolci. Teresa si è divertita a rispondergli; il francese le ha gettato dei mazzetti, ella glie ne ha ricambiati, e tutto ciò, s’intende bene, col consenso del capo che era nella stessa carrozza.
— Come! gridò Franz, Luigi Vampa era nella carrozza delle contadine romane? — Era quegli che guidava, mascherato da cocchiere, rispose Peppino. — E poi? chiese il conte. — Ebbene? in seguito il francese si levò la maschera; Teresa, sempre col permesso del capo, fece altrettanto; il francese domandò un convegno, Teresa l’accordò; soltanto fu Beppe che si trovò sugli scalini della chiesa di S. Giacomo. — Come! interruppe nuovamente Franz, quella persona che gli strappò il moccoletto?...