— Sì, io sono molto capriccioso: vi confesso che qualche volta, alzandomi alla fine del pranzo, o nel mezzo della notte, mi prende la volontà di portarmi in un punto qualunque del mondo, e parto. — Il conte dette un tocco al campanello, il cameriere comparve. — Fate uscire la carrozza dalla rimessa, diss’egli, levate le pistole che stanno nelle saccocce; è inutile di svegliare il cocchiere, Alì guiderà.
Dopo un momento s’intese il rumore della carrozza, che si fermò davanti alla porta. Il conte guardò l’orologio.
— Mezz’ora dopo mezza notte, diss’egli, noi avremmo potuto partire tra cinque ore, e giungere ancora in tempo; ma questo ritardo forse avrebbe fatta passare una cattiva notte al vostro compagno; val dunque meglio andare di corsa a toglierlo dalle mani degl’infedeli. Siete sempre risoluto di accompagnarmi.
— Più che mai.
— Ebbene! andiamo adunque.
Franz ed il conte uscirono seguiti da Peppino. Alla porta trovarono la carrozza. Alì era in serpa; Franz riconobbe lo schiavo muto della grotta di Monte-Cristo.
Salirono in carrozza aperta; Peppino si pose vicino ad Alì e partirono al galoppo. Alì aveva già ricevuti gli ordini; poichè prese la strada del Corso, e traversò Campo Vaccino, percorse quella di S. Gregorio, e giunse alla porta di S. Sebastiano; ivi il portinaro volle fare qualche difficoltà, ma il conte di Monte-Cristo presentò un permesso del governatore di Roma di potere entrare ed uscire dalla città in qualunque ora del giorno e della notte; fu dunque aperta la porta; ed il portinaro ricevette un luigi pel suo incomodo, e passarono.
La strada che percorreva la carrozza era l’antica via Appia, tutta costeggiata da antichi sepolcri. A quando a quando, al chiarore della luna che sorgeva, sembrava a Franz di vedere una specie di sentinella staccarsi da un rudero: ma ad un segnale di Peppino questa spariva immediatamente fra le ombre. Poco prima del circo di Caracalla la carrozza si fermò, Peppino venne ad aprire lo sportello, e Franz ed il conte discesero.
— Fra dieci minuti, disse il conte al compagno, saremo arrivati. — Indi prese Peppino a parte, gli dette un ordine a bassa voce, e questi partì dopo essersi munito di una torcia presa nella cassetta della carrozza. Scorsero ancora cinque minuti, nei quali Franz vide il pastore inoltrarsi fra gli andirivieni del terreno che forma il suolo ineguale della campagna romana, e perdersi fra l’alta erba rossastra che sembra l’irta criniera di qualche gigantesco Leone.
— Ora, disse il conte, seguiamolo.