— Questa storia a cui Morrel fa allusione, è una bellissima storia che poi vi racconterà un giorno, quando avrete fatto con lui una più estesa conoscenza; per oggi approvvigioniamo lo stomaco, e non la memoria. A che ora fate colazione?
— Alle 10 e mezzo.
— Precise? domandò Debray cavando l’orologio.
— Oh! mi accorderete 5 minuti di tolleranza, disse Morcerf, poichè io pure aspetto un salvatore — Di chi?
— Di me per bacco! rispose Morcerf. Credete forse che non possa essere salvato come un altro, e che non vi siano che gli Arabi che tagliano la testa? La nostra colazione è una colazione filantropica, ed avremo alla nostra tavola, spero almeno, due benefattori dell’umanità.
— E come faremo? disse Debray, non abbiamo che un sol premio Monthyon?
— Ebbene! verrà dato a qualcuno che nulla abbia fatto per meritarlo, disse Beauchamp, in questo modo d’ordinario fa l’accademia per togliersi da qualunque impaccio.
— E di dove viene? domandò Debray, scusate l’insistenza; avete di già, lo so bene, risposto a questa domanda, ma molto vagamente perchè possa permettermi di potervela fare una seconda volta.
— In verità, disse Alberto, non lo so. Quando l’ho invitato, or son tre mesi, era a Roma, ma da quel tempo chi può dire il viaggio che ha fatto?
— E lo credete capace di essere esatto?