— Lo credo capace di tutto, rispose Morcerf.
— Fate attenzione che, compresi i minuti di tolleranza, non ne mancano più che dieci.
— Ebbene! ne approfitterò per dirvi una parola sul mio convitato.
— Perdono disse Beauchamp: vi sarà materia per un fogliettone in ciò che siete per narrare? — Sì, certamente, disse Morcerf, ed anche dei più curiosi. — Allora raccontate, poichè vedo bene che non potrò andare alla Camera, e bisogna che ne abbia un compenso.
— Io ero a Roma nell’ultimo carnevale.
— Questo lo sappiamo di già, disse Beauchamp.
— Ma ciò che non sapete si è, che fui rapito dai Briganti.
— Non vi sono più briganti, disse Debray.
— Ve ne sono, e ve ne sono anche degli orridi, cioè ammirabili, mentre ne ho trovati dei belli ma da far paura.
— Vediamo, mio caro Alberto, disse Debray; confessate che il vostro cuoco è in ritardo, che le ostriche non sono ancora giunte da Marennes o da Ostenda, e che a guisa della sig.ª di Maintenon, volete sostituire un racconto ad un piatto. Ditelo, mio caro, siamo abbastanza di buona compagnia per perdonarvelo, e per ascoltare la vostra storia; tuttochè sembri favolosa.