— Te l’ho già detto, non voglio vedere nessuno.
— Ascolta, Haydée, questa reclusione del tutto orientale forse sarà impossibile a Parigi; continua ad apprendere il genere di vita dei nostri paesi del Nord, come lo hai fatto a Roma, a Firenze, a Milano, e a Madrid; ciò ti servirà sempre, tanto se continui a vivere qui, come se ritorni in Oriente. — La giovane alzò gli occhi sul conte, e rispose:
— E che ritorniam forse in Oriente, n’è vero, mio signore?
— Sì, disse Monte-Cristo. Ma credi tu che ti abituerai qui? — Ebbene! che mi domandi, signore? — Temo che tu non ti annoi.
— No, signore, perchè quando sono sola ho grandi ricordi, rivedo immensi quadri, mi si presentano grandi orizzonti col Pindo e coll’Olimpo in lontananza. Poi ho nel cuore tre sentimenti coi quali uno non si annoia mai: la malinconia, l’amore, e la riconoscenza.
— Sei una degna figlia dell’Epiro; Haydée, graziosa e poetica, si vede che discendi da quella famiglia di dee che è nata nel tuo paese. Sii dunque tranquilla.
Il conte disposto in tal modo alla visita che voleva fare a Morrel ed alla sua famiglia, partì mormorando alcuni versi di Pindaro.
Secondo i suoi ordini, la carrozza era preparata, vi salì, e questa come sempre, partì al galoppo.
IL. — LA FAMIGLIA MORREL.
In pochi minuti la carrozza giunse strada Meslay n.º 7.