— Questo, sig. conte, è il più prezioso dei nostri tesori di famiglia.
— In fatti questo diamante è molto bello, replicò il conte.
— Oh! mio fratello non vi parla già del prezzo della pietra quantunque sia stimata 100 mila fr. egli vuole solamente dirvi che gli oggetti che racchiude questa borsa son le reliquie di quell’angelo di cui vi parlavamo or’ora.
— Ecco ciò che non saprei capire, e che ciò non ostante non debbo domandare, signora, replicò Monte-Cristo inchinandosi; perdonatemi, io non voleva essere indiscreto.
— Indiscreto, dite voi? Oh! quanto al contrario ci rendete contenti, sig. conte, offrendoci un’occasione di trattenerci su questo argomento! se noi nascondessimo come un segreto la bell’azione che ci ricorda questa borsa, non la terremmo così esposta alla vista di tutti. Oh! vorressimo poterla pubblicare in tutto l’universo, perchè un fremito del nostro sconosciuto benefattore ci svelasse la sua presenza.
— Davvero? fece Monte-Cristo con voce soffocata.
— Signore, disse Massimiliano sollevando la campana di cristallo e baciando divotamente la borsa di seta, questa ha toccato la mano di un uomo pel quale mio padre è stato salvato dalla morte, dalla rovina, e dall’infamia; di un uomo mercè il quale, noi poveri ragazzi, destinati alla miseria ed alle lagrime, possiamo sentire oggi le persone esaltarsi per la nostra felicità. Questa lettera (e Massimiliano cavò il biglietto dalla borsa e lo presentò al conte) questa lettera fu scritta da lui, un giorno in cui mio padre aveva presa una risoluzione molto disperata, e questo diamante fu dato in dote a mia sorella da questo generoso sconosciuto.
Monte-Cristo aprì la lettera e la lesse con un’indefinibile espressione di felicità; era il biglietto che i nostri lettori conoscono, diretto a Giulia, e firmato Sindbad il marinaro.
— Sconosciuto, diceste? per tal modo l’uomo che vi ha reso questo servigio vi è rimasto ignoto?
— Sì, signore, non abbiamo mai avuta la fortuna di stringergli la mano! non fu però per nostra mancanza di non aver chiesto a Dio questa grazia, riprese Massimiliano; ma in tutto questo affare vi fu una così misteriosa direzione che non siamo ancora giunti a comprender niente: il tutto fu guidato da una mano invisibile, potente come quella di un mago.