— Sono mortificato, disse Morcerf, di essere un cicerone tanto ignorante; ma debbo confessarvi che le mie cognizioni si limitano a ciò solo. So di più ch’ella è amante di musica, perchè un giorno che feci colazione dal conte, intesi il suono di una guzla che certamente veniva da lei.

— Il vostro conte riceve? domandò la sig.ª Danglars.

— In un modo assai splendido, ve lo giuro.

— Bisogna che io obblighi il sig. Danglars ad offrirgli un pranzo, un ballo, affinchè ce lo restituisca.

— Come! andreste da lui, disse Debray ridendo.

— E perchè no? con mio marito!

— Ma questo misterioso conte è celibe.

— Vedete che non è vero, disse ridendo la baronessa mostrando la bella greca.

— Quella donna è una schiava, a quanto ci ha detto: ve ne ricordate, alla vostra colazione, Morcerf.

— Converrete mio caro Luciano, disse la baronessa, ch’ella ha piuttosto l’aspetto di qualche principessa.